TRASPORTI L’appello della Fasi: “Serve una nuova continuità territoriale”
L’associazione degli emigrati sardi in Italia chiede a Parlamento e Governo un nuovo regime che bilanci svantaggi e costi dell'insularità e un'iniziativa unitaria delle forze politiche regionali
CAGLIARI – Un appello per una nuova continuità territoriale che riesca a bilanciare gli svantaggi e i costi dell’insularità. È quello che lancia la Fasi, la Federazione Associazioni sarde in Italia, che rappresenta i nostri emigrati nella penisola. L’associazione si dice "estremamente preoccupata per la situazione dell'intero sistema dei trasporti fra la Sardegna e la Penisola" e chiede un intervento al Parlamento e al Governo oltreché un'iniziativa unitaria delle forze politiche sarde.
"Gli emigrati – si legge in una nota - restano oggi esclusi, per decisione dell'Unione Europea, dal sistema della continuità territoriale aerea. Ma crescono anche le proteste per i costi insostenibili dei trasporti marittimi, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, il periodo in cui cadono le ferie della maggior parte dei lavoratori. Come fa una famiglia, che è legata affettivamente alla sua terra d'origine, a sostenere una spesa di 1.000-1.200 euro solo per il trasporto marittimo? La prospettiva della scadenza della continuità territoriale aerea su Milano e Roma sta riaprendo, con alterne vicende, il dibattito”.
“Occorre ripensare – continua il comunicato - all'attuale sistema, alla luce della nuova legislazione sul federalismo fiscale, che riconosce il principio dello svantaggio dell'insularità. Occorre tener conto che lo svantaggio è generalizzato: riguarda i sardi, gli emigrati, le merci, i cittadini europei, l'economia della Sardegna a partire dalla penalizzazione del sistema turistico sardo e rispetto all'attuale crisi economica". Per la Fasi è necessaria un'iniziativa unitaria delle forze politiche sarde "insieme alla mobilitazione dell'opinione pubblica, del mondo dell'imprenditoria, delle forze sociali. Ma occorre anche promuovere la sensibilità e il sostegno dell'opinione pubblica nazionale”.
L’associazione, che con 70 circoli rappresenta 300.000 sardi emigrati nella penisola, chiede che alla scadenza dell'attuale regime di continuità aerea (che ha per base il regolamento CEE n. 2408/92), sia realizzata una vera nuova continuità, rivolta a tutti i cittadini italiani ed europei, che copra più rotte fra la Sardegna e la penisola, con la partecipazione di più compagnie, con una tariffa massima e determinata applicando le condizioni più favorevoli del parametro del costo ferroviario.
02 / 06 / 2009
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