Soru sfida Berlusconi "È lui il mio vero rivale"
Il candidato governatore del Pd lancia frecciate a Cappellacci ("non è nuovo, non conosce la Sardegna") e carica di significati il voto del 15 e 16 febbraio: "Se vinciamo dimostreremo che il Premier si può battere"
CAGLIARI – Le Regionali in Sardegna saranno “uno scontro Soru-Berlusconi per interposta persona”. Renato Soru lancia la sfida. Il governatore uscente e candidato del Pd comincia a scaldare la campagna per le elezioni del 15 e 16 febbraio: dispensa frecciate al suo antagonista del Pdl Ugo Cappellacci e, allo stesso tempo, carica di significati il voto nell’Isola, vero e proprio test politico di portata nazionale. Ugo Cappellacci "si presenta come nuovo, ma non lo è”, dice l’ex presidente della Giunta regionale in un’intervista all’Espresso, in edicola venerdì. “È stato assessore nella giunta di centrodestra che aveva accumulato in un anno un deficit record di un miliardo e 300 milioni di euro – continua Soru - Non conosce la Sardegna. Sarà uno scontro Soru-Berlusconi per interposta persona".
E proprio un confronto col Premier potrebbe dare una svolta anche alla crisi d’identità del Partito democratico e del centrosinistra italiano. "Se vinciamo il centrosinistra ha una ragione in più per considerare che la sconfitta non e' per sempre – spiega Soru -. E che si può tornare a vincere e battere Berlusconi. Come ha fatto Prodi per due volte. Si interrompe l'idea di un sempre vittorioso Berlusconi". Guardando al futuro si parla di uno scontro Soru-Berlusconi, uno scontro reale però e a livello nazionale. L’ex governatore commenta con una battuta. "Ho letto che mi ha fatto sondare come suo avversario. Ma forse perché intende sostituirsi al candidato in Sardegna...".
"Quando ho vinto la prima volta, il governo Berlusconi era già in crisi – aggiunge il candidato del Pd - Ora c'e' Berlusconi trionfante che pensa di potersi prendere la Sardegna”. Poi un'altra stoccata, questa volta al Premier. "'Faccio sapere ai sardi che noi ci occupiamo amorevolmente dei problemi della loro isola'. Sa di chi e' questa frase? Di Benito Mussolini, l'ho ritrovata nella biografia di Emilio Lussu scritta da Giuseppe Fiori. Berlusconi dice la stessa cosa: ci penso io. Noi diciamo: no, alla Sardegna e a noi stessi pensiamo da soli".
Le elezioni regionali sono ormai alle porte e il Pd deve ancora risolvere i suoi problemi interni. Soru chiede al partito "un segno forte di discontinuità": la non candidatura di chi ha più di due legislature e di chi "non si riconosce nel programma". Al momento il giudizio sui partiti è severo: "Si sono ridotti a club di capi e capetti". Nel progetto del Pd c’è comunque ancora fiducia: "Il Pd è una strada difficile , ma è una percorso senza ritorno. Una traversata nel deserto, come quella di Mosè, durante la quale è necessario un leader riconosciuto che trascini il popolo smarrito".
Soru indica la strada e anche un punto di riferimento preciso: “bisognerebbe mettere più in risalto la continuità con l'esperienza di Romano Prodi e dell'Ulivo. Quella è la radice più autentica del Pd: la società che si avvicina alla politica”.
08 / 01 / 2009
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