Scuola, a Sassari gli edifici
e i servizi peggiori d’Italia
Assieme a Genova e Catania la città sarda si prende la maglia nera del rapporto di Legambiente sulla qualità e la sicurezza delle infrastrutture dedicate agli studenti. La più virtuosa, invece, è anche quest’anno Prato
SASSARI – Edifici vecchi, con scarsa manutenzione e spesso non a norma ma anche una maggiore educazione rispetto al passato nei confronti dei comportamenti ecosostenibili, soprattutto in campo energetico. È questo il quadro delle scuole italiane tracciato da "Ecosistema scuola 2008", l'ottavo rapporto di Legambiente sull'edilizia e i servizi scolastici nel nostro paese. Un rapporto che vede Sassari tra le città peggiori assieme a Genova e Catania.
L'indagine (che in assenza dei dati dell'anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica è l'unica ricerca sullo stato degli edifici scolastici italiani) è stata realizzata da Legambiente tramite questionari ed elaborando i dati forniti da 94 amministrazioni comunali (che hanno competenze sulle scuole dell'obbligo) e 51 provinciali (che hanno competenze sugli istituti superiori). I dati raccolti riguardavano tre principali parametri: la qualità della struttura degli edifici in termini di età e idoneità all'attività scolastica, i servizi e le buone pratiche ambientali e infine i rischi ambientali ai quali sono esposti gli edifici.
La città migliore, dal punto di vista della sicurezza degli immobili e della qualità dei servizi offerti agli studenti, è ancora una volta Prato. Il centro toscano si distingue per qualità degli edifici scolastici, tutti per lo più di recente costruzione, per la raccolta differenziata molto diffusa e per l'impiego di pannelli fotovoltaici e impianti geotermici. L'amministrazione fornisce il servizio di trasporto scolastico e il servizio mensa è a base di prodotti tradizionali e Dop. Seguono Asti, Forlì, Livorno, Biella, Parma, Macerata, Siena, Verbania e Mantova. Maglia nera invece per Genova, Sassari e Catania che chiudono la classifica.
Secondo la ricerca, uno studente oggi ha grosse possibilità di ritrovarsi in un edificio vecchio (il 52,82% è stato costruito prima del 1974, anno in cui la legge ha stabilito i criteri di edilizia antisismica), privo di manutenzione (solo il 47,11% ha goduto d'interventi di cura straordinaria negli ultimi cinque anni e il 23,62% necessita d'interventi urgenti) e con bassa possibilità di avere strutture sportive (gli edifici privi di questo tipo di strutture sono ben 36,57%, a fronte del 15,71% del 2006).
Le note positive – spiega Legambiente – vengono dalla crescente capacità delle scuole di rinnovarsi nell'ottica della sostenibilità, grazie anche alle opportunità offerte dall'ultima finanziaria in materia energetica. Rispetto al 2006, per esempio, sono raddoppiati gli edifici scolastici che utilizzano fonti di energia alternativa (dal 3,98% al 7,45%) e quelli in cui si praticano forme di risparmio energetico (dal 7,06% al 16.49%).
14 / 03 / 2008
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