Un fisioterapista, un’addetta alle pulizie e un’infermiera rubavano medicinali dagli ambulatori della Asl e li trasformavano in pericolosi cocktail. Poi rivendevano le dosi a 50 euro ciascuna nelle palestre della città
SASSARI - Contenevano ormoni per la crescita a base di testosterone, nandrolone e somatropina, le medicine rubate dagli ambulatori dell'Asl 1 di Sassari. Sostanze poi trasformate in pericolosi cocktail dopanti che erano venduti ad appassionati di body building nelle palestre della città. I responsabili di questo traffico illegale sono finiti agli arresti domiciliari. Si tratta di Marco Mini 45 anni, fisioterapista che opera per conto dell'Asl, appassionato di body building, molto noto negli ambienti dei culturisti, Rossana Coradduzza, 45, addetta alle pulizie di una società privata che opera all'interno dell'azienda, Maria Aurora Mameli, 46 anni, infermiera professionale dell'ambulatorio di via Zanfarino. Hanno ricevuto un avviso di garanzia anche un farmacista di Sassari, un operaio e un barista assiduo frequentatore delle palestre.
I carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di Sassari, nell'ambito dell'operazione "Ola Ola", hanno formulato diversi capi d’accusa per le persone coinvolte in questo traffico. Tra questi ci sono furto aggravato, peculato, falso ideologico, somministrazione di medicinali pericolosi per la salute pubblica e ricettazione.
Le indagini, ha spiegato il luogotenente del Nas di Sassari Felice Santilli, sono partite nel maggio 2007 dopo una denuncia del personale del servizio farmaceutico dell'Asl, che aveva registrato la sparizione di una grande quantità di farmaci costosi a base di ormoni, per un valore complessivo di circa 20mila euro. Attraverso pedinamenti, intercettazioni telefoniche, riprese video e fotografie, i militari dell’Arma sono risaliti alle tre persone che stamattina sono finiti agli arresti domiciliari con i provvedimenti firmati dal giudice della indagini preliminari Salvatore Marinaro. Notificati anche i tre avvisi di garanzia, le indagini sono affidate al pubblico ministero Michele Incani.
Durante le perquisizioni domiciliari i carabineri hanno trovato altri medicinali usati per realizzare le dosi. Sequestrate anche siringhe, garze, cerotti e soluzioni saline. Secondo gli investigatori l'infermiera e l'addetta alle pulizie, che avevano le chiavi dell'ambulatorio dell'Asl di via Zanfarino, sottraevano le medicine per conto del fisioterapista. Quest’ultimo si occupava di confezionare le dosi per il doping. Gli altri farmaci necessari per "tagliare" gli ormoni per la crescita venivano recuperati attraverso ricette fotocopiate, che riportavano firme false di medici ignari del raggiro. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero avere ulteriori sviluppi.