"Sardi discriminati in bando esercito"
La denuncia di Fantola e Delogu

Per i due senatori, nonostante i recenti provvedimenti del ministero della Difesa, a molti fabici non sarà consentito accedere ai corpi armati dello Stato. “È una colossale presa in giro”
di GIACOMO LOI
Ancora discriminazioni per i fabici che decidono di abbracciare la carriera militare. La denuncia arriva dai senatori Massimo Fantola (Riformatori) e Mariano Delogu (An), secondo cui il bando di gennaio per l’arruolamento nell’esercito di 11.688 volontari discrimina i giovani sardi affetti da favismo. La Sardegna è particolarmente colpita dal problema. Nell’isola, infatti, la percentuale di persone affette da carenza di G6PD (l’enzima mancante alle persone affette da favismo) è del 17% mentre nelle altre regioni la cifra oscilla tra l’1% e il 7%.
Nella scorsa primavera una commissione tecnico-scientifica istituita dal ministero della Difesa sembrava aver risolto il problema. I fabici erano stati divisi in due categorie. Quelli con carenza di G6PD inferiore al 30%, per i maschi, e al 70%, per le femmine, venivano ritenuti idonei al servizio militare incondizionato. Quelli con valori superiori risultavano idonei, ma con delle limitazioni: non potevano, per esempio, essere impiegati in zone a rischio malaria.
Ma nel recente bando, denunciano Fantola e Delogu, le cose sarebbero cambiate. “Nel bando dell’11 gennaio – spiegano - e’ stato stabilito che i giovani della seconda categoria possano essere ammessi solo come ‘VFP1’ (volontari in ferma prefissata per un anno) con conseguente impossibilità di accedere a corsi per sottufficiali, accademia per ufficiali, corpo armati dello Stato come polizia, carabinieri e guardia di finanza”.
I due senatori parlano quindi di una “colossale presa in giro da parte del ministero” perché “a molti ragazzi sardi è stata preclusa ingiustamente la possibilità di trovare un’occupazione stabile”. “Il favismo non è una malattia e i portatori sono abili per qualsiasi tipo di lavoro”, ricordano Fantola e Delogu che promettono “un impegno con il ministro in difesa delle istanze dei giovani ingiustamente esclusi dal servizio militare”.
28 / 01 / 2008
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