Lo statuto sardo festeggia 60 anni
Cerimonia in Consiglio Regionale

Nel suo intervento il governatore Soru ha sottolineato il senso dell'autonomia del popolo sardo e rivendicato la modifica dell'art. 8. Presente anche Luciano Violante che alle Regioni ha suggerito prudenza nella riscrittura delle Carte fondamentali
CAGLIARI – Si sono tenute questa mattina in Consiglio Regionale le celebrazioni per il 60° anniversario della promulgazione dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna. La cerimonia ha visto la partecipazione di numerosi politici e la presenza del presidente della Commissione affari costituzionali della Camera Luciano Violante. Nel suo intervento il presidente della Regione Renato Soru ha sottolineato quanto sia radicato il senso dell'autonomia e delle identità regionali nel popolo sardo.
Il governatore ha cominciato il suo discorso con una polemica nei confronti del senatore Mariano Delogu che gli aveva consegnato la bozza di un possibile nuovo statuto. “A lungo abbiamo discusso se andasse bene una Consulta o se fosse necessaria addirittura un'altra assemblea costituente – ha detto Soru – perché il Consiglio regionale sembrava non fosse abbastanza legittimato a presentare nella discussione in Commissione un suo testo”. “E invece oggi capisco – ha ironizzato – che dieci persone, che in gran parte non conosco, presentano una proposta che verrà sottoposta eventualmente all'iniziativa popolare, e il Consiglio dovrà discutere sulla base del testo proposto da queste persone”.
“Nonostante il clima di distacco dall'attività politica rispetto a questo tipo di dibattito – ha continuato il governatore – il tema dell'autonomia, del riconoscimento come popolo e come nazione, è radicatissimo nelle coscienze dei sardi. Da questo punto di vista, forse, il nostro Statuto non è più sufficiente. Forse c'è un'idea più matura, che nell'Europa delle regioni si è andata consolidando nella coscienza dei sardi, di cui si dovrà tenere conto". Soru ha ricordato alcuni cambiamenti significativi degli ultimi anni. “È stato riscritto l’art.8, che assicura alle casse della Regione una quantità di risorse totalmente diversa, che costituiscono la leva fondamentale per promuovere e fare azioni vere per lo sviluppo, di responsabilità e di gestione dell'autonomia". Nel confronto con lo Stato per il reperimento delle risorse “si è deciso di utilizzare la leva fiscale ed è stata utilizzata la possibilità prevista dalla riforma costituzionale del 2001, e ancor prima dalla riforma del 1983. Da allora non era mai stata utilizzata, però finalmente si è data attuazione".
Alle celebrazioni per il 60° anniversario dello Statuto ha partecipato anche Luciano Violante. “Suggerisco alle regioni a statuto speciale di avere prudenza sulla riscrittura della loro Carta fondamentale – ha detto il presidente della Commissione affari costituzionali della Camera, che per la Sardegna non vede 'l'urgenza di riscrivere un nuovo Statuto che forse servirebbe più ai politici che alla società isolana”. Per Violante la direzione da seguire è quella del federalismo fiscale.
25 / 02 / 2008
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