La querelle tra Verdi e 'dipietristi'
Diffida legale contro i dissidenti
L’ex dirigenza del partito ecologista, candidata con l'Italia dei Valori, rivendica il ruolo di ambientalisti doc. Ma i nuovi vertici isolani confermano l'appartenenza alla Sinistra Arcobaleno e da Roma arriva una lettera dell’avvocato di Pecoraro Scanio
CAGLIARI – Chi è il più verde dei Verdi? Capirlo in Sardegna non sarà facile e la questione potrebbe anche finire in tribunale. Il movimento ecologista si è infatti spaccato. Da una parte gli ex dirigenti del partito, che hanno siglato un patto con l’Italia dei valori e sono candidati con Di Pietro. Dall’altra c’è il partito di Pecoraro Scanio, che rivendica l’appartenenza alla Sinistra arcobaleno anche nell'isola e scomunica i dissidenti. La battaglia tra ambientalisti infiamma la campagna elettorale e rischia di creare più di una confusione. Così dai vertici nazionale arriva una diffida legale all’uso della denominazione ‘Verdi’ nella disputa elettorale.
I dissidenti. La querelle tra gli ambienti sardi nasce dallo strappo dell’ex dirigenza dei Verdi sardi. In nome di una mancata ‘eco-compatibilità’ con il resto della Sinistra arcobaleno, gli ex dirigenti del movimento ecologista hanno stretto in Sardegna un patto con l’Italia dei valori. Così Pino Zarbo, l’ex leader del movimento, è candidato nelle liste di Di Pietro per il Senato. I dissidenti rivendicano un patto federativo con i dipietristi, ma questo fa infuriare i vertici nazionali dei Verdi e la nuova dirigenza del partito nell’isola.
I Verdi siamo noi. “Le posizioni attribuite illegittimamente al partito dei Verdi della Sardegna sono da intendersi esclusivamente a titolo personale”, precisa il coordinatore regionale dei Verdi, Giampiero Pinna. Dopo la scelta degli ex dirigenti di appoggiare Walter Veltroni, il movimento ecologista ha provveduto a rinnovare i vertici del partito. E la nuova dirigenza sottolinea che i dissidenti “si sono automaticamente esclusi dal partito dei Verdi a seguito della loro candidatura in liste contrapposte alla Sinistra l’Arcobaleno”.
Carte bollate. La disputa però rischia di spostarsi dai comizi politici ai tribunali civili. Da Roma è arrivata una diffida ai dissidenti inviata dal legale della Federazione nazionale dei Verdi, l’avvocato Luca Di Raimondo. “Si deve ritenere escluso – si legge nella missiva – che singoli esponenti dei Verdi possano siglare in via autonoma, ed anzi contro la linea adottata dalla Federazione dei Verdi a livello nazionale, alcun patto federativo con forze politiche, nella fattispecie l'Italia dei Valori, con le quali non esiste alcun accordo secondo le indicazioni dell'Esecutivo, tanto più se si considera che in Sardegna non sussiste una Federazione regionale”. Perciò il legale si riserva “ogni diritto, ragione o azione a tutela degli interessi della Federazione nelle sedi competenti”. Insomma potrebbe essere il tribunale a dire chi è il più verde dei Verdi.
19 / 03 / 2008
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