La povertà cresce in Sardegna
Un’alleanza per combatterla

Le associazioni impegnate nel sociale danno vita a un nuovo soggetto per contrastare un fenomeno che nell’Isola riguarda quasi il 17% delle famiglie. “Occorre sollecitare una redistribuzione del reddito a favore dei più emarginati”.
CAGLIARI – Contrastare la povertà in Sardegna attraverso una stretta vigilanza del fenomeno sul territorio e la sollecitazione di nuove politiche volte alla ridistribuzione del reddito a favore degli emarginati. È questo l’obiettivo dell'Alleanza delle associazioni contro le povertà, presentata oggi a Cagliari. Il nuovo soggetto vede insieme la Pastorale regionale del Lavoro, la Caritas Diocesana , le Acli, la Cisl, l'associazione Dialogo e Rinnovamento e la Coldiretti regionale, ma è aperto ad apporti esterni. L’Alleanza vuole "tenere alta l'attenzione sulle povertà e sull'esclusione sociale in generale” diventata "una vera emergenza".
Secondo i dati dell'Istat la povertà in Sardegna riguarda il 16,9% delle famiglie isolane, cioè 90.764 nuclei familiari (+15.984 in tre anni dal 2003) e 253.232 persone. Il fenomeno va di pari passo con la disoccupazione e la perdita del potere d'acquisto dei salari e pensioni. Secondo le rilevazioni relative al quarto trimestre del 2007, il tasso di disoccupazione in Sardegna si attesta all’11,2%, a fronte del 10,6% dello stesso trimestre dell’anno precedente. Le persone in cerca di lavoro sono 77mila (73mila nell'ultimo trimestre 2006). Secondo fonti Inps, inoltre, i lavoratori sardi in cassa integrazione e mobilità in deroga nel 2008 sono 3.000. I pensionati sono tra i più colpiti dalla povertà. Il valore medio mensile delle pensioni in Sardegna, infatti, è di 587,05 euro contro una media nazionale di 685,76 euro.
"Il tema del disagio e delle povertà deve diventare una questione prioritaria dell'agenda politica - spiegano i promotori dell'Alleanza - ed occorre contrastare l'esclusione sociale e la povertà con idonee azioni territoriali e valorizzare, nei progetti e nelle azioni, l'integrazione fra le politiche sociali, del lavoro, della formazione, abitative e sanitarie attraverso accordi locali e patti". L'Alleanza si impegna quindi a vigilare sul territorio per cogliere le situazioni di povertà che sfuggono ai dati ufficiali e a sollecitare politiche economiche che pongano al primo posto la redistribuzione del reddito a favore delle fasce più emarginate, valorizzando anche il ruolo e la funzione della famiglia, in particolare sulla non autosufficienza. Un altro obiettivo è inoltre, quello di concretizzare la predisposizione di redditi di inserimento sulla base di progetti personalizzati attraverso il superamento del sistema dei sussidi e contributi una tantum.
07 / 05 / 2008
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