La Consulta dà torto alla Regione
I giudici bocciano il bilancio 2006

La Corte Costituzionale ha depositato oggi in cancelleria la sentenza che dichiara incostituzionale la manovra finanziaria di due anni fa della Regione Sardegna, ritenendola contraria all’articolo 81. Nello specifico, gli ermellini considerano “inaccertabili” le entrate dichiarate che hanno indotto lo Stato ad anticipare 500 milioni di euro
CAGLIARI – “Il bilancio 2006 della Regione Sardegna è incostituzionale”. Lo ha stabilito la sentenza della Consulta, depositata oggi in cancelleria. In particolare i giudici considerano inaccertabili le entrate previste dalla giunta presieduta da Renato Soru. Previsioni che sono costate allo Stato un versamento nelle casse della Regione Sardegna di 500 milioni di euro.
L’ingente quantità di entrate provenienti dallo Stato era l’anticipazione di quanto dovuto per la compartecipazioni tributarie. Infatti - secondo la sentenza - le anticipazioni dei crediti garantiti dalla Stato a partire dal 2013, inserite nel bilancio del 2006 della Regione Sardegna, sono illegittime perché violano l'art. 81 della Costituzione sull'accertabilità delle entrate.
Già l’anno scorso la Corte dei Conti aveva sospeso il giudizio di parificazione del bilancio 2006 inviando gli atti alla Corte Costituzionale proprio per via delle anticipazioni delle entrate, ritenute non corrette secondo i principi dell'annualità del bilancio fissati dalla Costituzione.
Una tesi che è contestata dagli avvocati della Regione. Secondo la difesa della Regione, invece, “l’utilizzabilità di entrate future, purché certe, specie nei trasferimenti statali derivanti da compartecipazioni ai tributi statali, sarebbe in realtà principio da tempo recepito nella legislazione contabile di altre regioni”. I legali della Regione avevano, tra l'altro, sottolineato il carattere eccezionale delle anticipazioni, utilizzate non per coprire la spesa bensì per tagliare il deficit. Un passivo che aveva raggiunto una dimensione tale (più di 3 miliardi di euro) da configurare - aveva spiegato l'avvocato Graziano Campus - se non il rischio di una bancarotta quantomeno il consolidarsi di una "spirale negativa" che avrebbe finito col protrarre all'infinito l'indebitamento della Regione, se avesse deciso di continuare a contrarre nuovi mutui per coprire il deficit.
18 / 06 / 2008
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