Inaugurato l’anno giudiziario in Sardegna
Processi troppo lunghi e organici ridotti

La cerimonia si è svolta al Teatro lirico di Cagliari per i lavori in corso al palazzo di Giustizia. La magistratura sarda giustifica la lentezza dei processi con le carenze degli organici, l'aumento dei carichi di lavoro dei magistrati e la crescita dei reati
di GIUSEPPE BOI
CAGLIARI – La sede scelta per aprire l’anno giudiziario in Sardegna è una spiegazione delle difficoltà che ogni giorno incontrano i giudici nell’isola. Per la prima volta la cerimonia non si è tenuta nel palazzo di Giustizia. Le toghe sarde si sono dovute riunire al teatro Lirico di Cagliari perché il tribunale è inagibile per l’adeguamento alle normative igienico-sanitarie e antincendio. I lavori di ristrutturazione vanno a rilento, così come tutta la Giustizia sarda. Un processo penale dura in media cinque anni e per quelli civili si può attendere anche un decennio.
Il problema principale, come hanno sottolineato il Presidente della Corte d'Appello, Vincenzo Oliveri, e il Procuratore generale, Ettore Angioni, è sempre lo stesso: le carenze d’organico. Ma le difficoltà nascono anche dalle troppe leggi e dall'esplodere di fenomeni nuovi come l'immigrazione. E il risultato è una lunghezza inaccettabile dei processi. "Il tempo medio che passa tra il momento in cui è commesso il reato e il momento dell'esecuzione della pena inflitta al condannato – spiega il dott. Oliveri – dimostra che il nostro sistema è distante anni luce dai principi di civiltà che Cesare Beccaria delineò nel lontano 1763 nell'opera 'Dei delitti e delle pene'".
Secondo il Pg Angioni una soluzione potrebbe essere quella di rivedere le circoscrizioni giudiziarie. "Sono ancora ferme al periodo antecedente all'Unità d'Italia, con una serie di retaggi risalenti al regno di Sardegna e a quello delle Due Sicilie – denuncia il Procuratore –. La prima delle cause di crisi è proprio l’incongrua e irrazionale distribuzione degli organici dei Magistrati e del personale amministrativo tra i vari uffici giudiziari".
All’inaugurazione dell’anno giudiziario sono intervenuti anche il rappresentante degli avvocati Giuseppe Bassu, il direttore generale del ministero della Giustizia Giampaolo Nuvoli e Fiorella Pilato del Csm.
26 / 01 / 2008
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