Il Corriere della sera attacca Scanu
"Dirigente Inps ma non ci lavorava"
Il senatore del Pd ed ex sottosegretario alla pubblica amministrazione attaccato da Sergio Rizzo, uno degli autori della "Casta": “Diventerà dirigente di prima fascia dell’ente previdenziale senza averci mai lavorato”. Ma l'ex sindacao di Olbia si difende: “La mia nomina rispetta la legge. L'iter è stato trasparente”
CAGLIARI - Il senatore del Pd Gian Piero Scanu finisce alla ribalta della stampa nazionale.Sulla prima pagina del Corriere della Sera di ieri, infatti, spiccava un articolo dal titolo «Diventare dirigente Inps. Senza mai lavorarci». E la firma è di quella di Sergio Rizzo. Il giornalista che insieme a insieme a Gian Antonio Stella ha scritto due libri sugli sprechi e i privilegi della Casta.
«Un attacco sospetto. Andato in scena con una violenza inopinata in un momento particolarmente delicato per l’imminente rinnovo dei vertici Inps e della nomina della Commissione bicamerale per il controllo sugli atti degli enti previdenziali». Con queste parole il senatore democratico Gian Piero Scanu, si difende dall’attacco di Rizzo.
La ricostruzione, fatta da Rizzo, della vicenda che riguarda l’ex sindaco di Olbia parte dal 1999, quando il governo D’Alema assegna a Scanu l’incarico di esperto scelto tra i dirigenti della pubblica amministrazione all’interno del consiglio dell’Inps.
“Dura fino al novembre del 2002 - scrive Rizzo - quando il ministro del centrodestra Maroni commissaria l’ente. Ma un anno e mezzo dopo Scanu viene ripescato nel nuovo consiglio. E qui viene il bello, perché sei mesi più tardi, il direttore dell’ente previdenziale Vittorio Crecco stabilisce il suo trasferimento in mobilità dai ranghi della Regione Sardegna a quelli dell’Inps, dove viene inquadrato come dirigente di seconda fascia fuori ruolo. Per quale motivo Scanu debba passare all’Inps è un mistero”.
Scanu cerca però di dipanare il mistero: “Come centinaia di migliaia di dipendenti pubblici - spiega il senatore ho fatto ricorso all’istituto della mobilità. Sciolte le aziende autonome di soggiorno sarei dovuto passare ai comuni o alle province. Ho preferito chiedere il trasferimento all’Inps che mi è stato concesso».
Ma Rizzo mete in evidenza anche un altro aspetto che definisce “la seconda sorpresa”. Dopo 15 giorni il Senato approva un ordine del giorno (presentato dal Senatore di An Riccardo Pedrizzi) che stabilisce il principio secondo il quale l’incarico di consigliere di Inps, Inail, Indap o Ipsema ottenuto in qualità di “esperto scelto tra i dipendenti della pubblica amministrazione” equivale a quello di dirigente generale. “Proprio il caso di Scanu” sottolinea Rizzo. «In realtà - replica Scanu - Pedrizzi si limita a ottenere che il principio già applicato ai membri del collegio dei revisori dei conti sia esteso ai consiglieri. Anche in questo caso nessun mistero. E soprattutto nessun possibile motivo per cui Perdizzi avrebbe potuto favorirmi con una norma ad hoc, idea ai limiti della fantascienza».
La pratica va avanti. «Per diventare effettivo il provvedimento - racconta Rizzo - ha necessità di alcuni semafori verdi. Quello del ministero del lavoro si accende subito. Il ragioniere dello stato Mario Canzio sostiene che la cosa non sta né in cielo né in terra». Si arriva di fronte al Consiglio di Stato, che nel luglio 2007 dà ragione al ministero del lavoro. «Il Cda dell’Inps ratifica e il cerchio si chiude», conclude il giornalista del Corriere della sera. «Lo stesso Rizzo - spiega Scanu - sottolinea che la mia nomina è assolutamente secondo la legge. Sinceramente non capisco questo attacco. Stimo molto Rizzo e il suo lavoro. Penso che questa volta qualcuno gli abbia somministrato una polpetta avvelenata. Per somministrarla anche a me. Ma io vado a testa alta. Sicuro che non è nella mia storia che si trovano i mali di questo paese».
30 / 05 / 2008
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