I socialisti escono dalla maggioranza
Calligaris attacca: “Il Pd non ci vuole”
È crisi nel centrosinistra sardo. Lo Sdi conferma la fine dell’alleanza e contesta gli alleati e Soru. Martedì si vota l’articolo 8 della finanziaria e sarà un test per la tenuta della Giunta
CAGLIARI – L’uscita dei socialisti dalla maggioranza mette in difficoltà il centrosinistra sardo. Nonostante i segnali distensivi lanciati da Renato Soru, lo Sdi-Partito Socialista conferma la decisione presa dalla Segreteria regionale a Tramatza. E il consigliere regionale Maria Grazia Caligaris conferma la fine della coalizione 'Sardegna Insieme' e attacca gli ex alleati. "Non sono i socialisti ad essere usciti dalla maggioranza. In verità c’è un disegno per cancellarli. La responsabilità della crisi in atto nel centrosinistra del Consiglio regionale è del Partito Democratico".
La posizione assunta dai socialisti sembra riflettere le tensioni a livello nazionale. Veltroni non ha trovato l’accordo con Boselli e gli effetti arrivano ora anche in Sardegna. "Evidentemente il Pd è sicuro che le elezioni nazionali di aprile e quelle regionali fra un anno gli daranno ragione – attacca la Caligaris –. È per questo che non vogliono i socialisti".
Tuttavia i socialisti sardi sottolineano che la crisi nasce a livello locale e negano che sia legata alla permanenza in Giunta dell'assessore Luisanna Depau. "Depau ha già rimesso il mandato nelle mani del Partito dimostrando totale disponibilità – ha dichiarato Caligaris –. I problemi posti dai socialisti riguardano le scelte sulle politiche del lavoro e sulle riforme. La Giunta e il Presidente propongono interventi senza che sia mai stata effettuata una verifica su quanto è stato fatto sinora. E noi socialisti registriamo nel territorio e tra la gente insoddisfazione e preoccupazione. Il presente è diventato particolarmente difficile per una larga fetta di cittadini".
La Calligaris elenca quindi i provvedimenti su cui i socialisti non sono d’accordo. "Il blocco della formazione professionale ha prodotto effetti pesanti per i lavoratori del settore. Alcuni interventi sul turismo, come le tasse sul lusso, non sono stati capiti soprattutto dagli emigrati. Ancora: in un momento di precarietà del lavoro e del salario, sembra assurda la scelta di promuovere un bando internazionale per le pulizie degli uffici della Regione. Dallo scorso 15 gennaio 280 persone sono senza reddito e ammortizzatori sociali, mentre i 240 dipendenti rimasti hanno un salario di 350 euro mensili".
Martedì in consiglio regionale ricomincia la discussione sulla Finanziaria 2008. C’è da approvare l’articolo 8 e sarà un test fondamentale per la tenuta della maggioranza.
18 / 02 / 2008
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