Finanziaria, battaglia sulla sanità
Renato Soru pensa alle dimissioni
In aula si discute l’articolo 8 della manovra. L’opposizione attacca, ma la Dirindin replica: "La Sardegna è considerata una regione virtuosa". Ancora tensioni nella maggioranza e il governatore sarebbe pronto a un gesto clamoroso
CAGLIARI – Ennesima giornata difficile in via Roma. Il Consiglio regionale ha cominciato l’analisi dell’articolo 8 della Finanziaria che fissa le disposizioni nel settore sanitario e sociale. È un passaggio chiave per la tenuta della maggioranza che ancora non sa se avrà i voti dei socialisti. E intanto alcune voci, che non hanno trovato riscontro, parlano di un Renato Soru pronto alle dimissioni.
Dopo aver incassato il no del Tar per Tuvuxeddu e quello della Consulta per le cosi dette Tasse sul lusso, il governatore starebbe valutando l’ipotesi di lasciare. Sulla decisione pesano anche le difficoltà della maggioranza. Lo strappo dei socialisti potrebbe essere solo il primo passo di una crisi per tutto il centrosinistra sardo. Oggi lo Sdi, pur mantenendo una posizione critica, ha lanciato segnali di distensione. Tuttavia sembra che Soru sia intenzionato a valutare ogni ipotesi. E il risultato delle votazioni sulla Finanziaria avranno un peso decisivo nelle sue scelte
Così in aula maggioranza e opposizione si sono date battaglia. Il primo attacco alla Giunta è arrivato da Gerolamo Licandro. "Avete promesso di salvare la sanità dai poteri oscuri e trasversali, di mettere la parola fine alle liste d'attesa e alla spesa incontrollata – ha elencato l’esponente di Forza Italia –. Il risultato è che la spesa è calata con tagli indiscriminati, mentre sulle liste d'attesa stendiamo un velo pietoso". "Con un’intesa fra Stato e Regione ci siamo accollati l’intera spesa sanitaria – ha proseguito Giovanni Moro di An –. Questo accordo ci ha portato a essere l'ultima regione in Italia per l'assistenza sanitaria".
La risposta della Giunta è stata affidata all'assessore alla Sanità, Nerina Dirindin. "Sullo stato dei conti respingo le critiche al mittente e non a caso la Sardegna è considerata una regione virtuosa – ha replicato la Dirindin –.Abbiamo compiuto molti passi in avanti ed altri ne restano da fare, miglioreremo ancora in questo scorcio di legislatura. La sanità sarda non è all'ultimo posto. I dati diffusi da un sindacato indicano un tasso di mortalità elevato rispetto ad altre regioni. Tuttavia non bastano tre anni di governo e un piano sanitario regionale per modificare questa tendenza. Ci vuole tempo". Chissà però se il centrosinistra concluderà la legislatura. Renato Soru potrebbe aver già deciso di staccare la spina.
19 / 02 / 2008
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