Farmaci, gli effetti delle liberalizzazioni
Nell’isola il 18% di punti vendita in più
La Sardegna è la regione con il maggiore incremento di esercizi per il commercio di medicinali. Lo riferisce l'Osservatorio Prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico. La grande distribuzione riveste un ruolo marginale nelle nuove aperture
CAGLIARI – Con un aumento del 18% la Sardegna è la regione italiana che ha fatto registrare il maggior incremento di punti-vendita di farmaci a partire dal 2006, in corrispondenza con le liberalizzazioni decise dal ministro Bersani. Lo riferisce l'Osservatorio Prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico. A livello nazionale, grazie alla possibilità di commercializzare i medicinali senza obbligo di prescrizione nelle parafarmacie e nella grande distribuzione da ottobre 2006 il miglioramento del servizio per i cittadini e' stato pari a quasi il 10% in termini di punti vendita per abitante. Dopo la Sardegna seguono la Calabria con il 16% di punti vendita in più e la Sicilia (15%).
La struttura distributiva, compresi i nuovi esercizi – fa sapere l’Osservatorio – serve ora circa 3.000 abitanti per punto vendita, contro i 3.400 delle sole farmacie tradizionali. L'apertura dei nuovi punti vendita per i farmaci senza obbligo di prescrizione ha interessato soprattutto esercizi di vicinato, in particolare al Sud (90%). Sostanzialmente modesto, invece, il contributo della grande distribuzione. A livello nazionale, infatti, su 1.887 punti vendita autorizzati, 1.575 (pari all'83% del totale) non è inserito in un supermercato o in un ipermercato. Di fatto – sottolinea l’organismo ministeriale – le grandi strutture sembrano aver dato un contributo sostanziale alla diffusione dei nuovi punti vendita solo nei comuni di dimensioni medie del Nord, dove rappresentano il 22,4% del totale.
21 / 03 / 2008
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