Euro2008, è il giorno di Italia-Olanda
Donadoni e azzurri alla prova del nove
Esordiamo agli Europei da Campioni del mondo, con una squadra che piace, diverte e ha i favori del pronostico. Contro la squadra di Marco Van Basten però non sono ammessi passi falsi. Pena la fine della luna di miele con Federazione, stampa e tifosi, nonché un triste ritorno a casa. Perché il gruppo può esplodere, le grandi assenze possono pesare e il girone C dell’Europeo è il più difficile
'Altri mondi' di Furio Camillo
L’appuntamento è a Berna alle 20,45, la partita è Italia-Olanda ed è la prima gara degli Europei per gli azzurri. L’esordio è sempre atteso e difficile ma lo è ancor più in una manifestazione come quella che si gioca in Austria e Svizzera. Se nei mondiali il girone di qualificazione è spesso un ‘allenamento’ in campo, agli Europei si deve partire con l’acceleratore pigiato, pena un immediato ritorno a casa. Un’eventualità che sembra lontana per la squadra di Donadoni, ma che a ben guardare potrebbe essere dietro l’angolo. Anche perché questa tranquilla vigilia nasconde dei nodi che la gara con gli olandesi potrebbe far emergere.
Arriviamo al torneo continentale da favoriti, e non è una novità. Mentre non vi eravamo mai arrivati da Campioni del mondo perché non ci qualificammo all’edizione del 1984 in Francia. Inoltre, al contrario delle vigilie ‘vincenti’, gli azzurri vivono una luna di miele con la Federazione, i tifosi e la stampa. Le tensioni di Spagna ’82 e Germania 2006 sono un ricordo. Sembra di rivivere i giorni di Italia ’90, un gran torneo finito con un grande rammarico. E sulla panchina azzurra c’è Donadoni, autore di uno degli errori dal dischetto che consegnarono la finale di Roma all’Argentina di Maradona.
Non è l’unica similitudine tra questa nazionale e quella allenata da Azeglio Vicini. Anche Donadoni ha costruito un’Italia che piace e diverte. La squadra ha un gioco collaudato, precise gerarchie e un assetto stabile. Tuttavia, come fece Vicini nel ’90, anche l’attuale Ct ha aperto la squadra alle ‘novità’ del campionato. Ha infatti convocato il sempre verde Del Piero, spesso ai margini in questo biennio azzurro, il giovane bomber Borriello e il talentuoso e imprevedibile Cassano. Scelte inopinabili dal punto di vista tecnico che però possono creare problemi in prospettiva.
Se l’Italia non batterà l’Olanda, sarà difficile per il Ct resistere a una piazza che chiederà l’impiego di Del Piero e di Cassano dal primo minuto. Con la loro convocazione Donadoni si è preso un rischio che Bearzot e Lippi evitarono con il no a Beccalossi e Panucci. L’esatto contrario fece Vicini: nei mondiali italiani chiamò Baggio e Schillaci, ma fu travolto dalle polemiche interne ed esterne dovute alla presenza e al ruolo di Vialli, Mancini e Carnevale. I giocatori importanti possono cambiare un torneo nato male, successe a Sacchi nel ’94 con il già citato Baggio. Possono però anche far saltare gli equilibri del gruppo che, per loro natura, sono sempre fragili.
Un altro elemento di fragilità è l’età media molto alta degli azzurri. In genere è una condizione comune alle squadre reduci dalla conquista di un titolo mondiale. Anche la Francia che ci superò agli Europei di Olanda e Belgio del 2000 era una squadra vecchia. Ma la sfortunata finale di Rotterdam ci ricorda che furono decisivi giovani calciatori come Wiltord e Trezeguet. Ragazzi come i nostri Borriello e Acquilani che però non hanno il curriculum internazionale dei francesi. I transalpini erano inoltre guidati da quel Zidane che due anni prima li trascinò alla vittoria del Mondiale francese. L’Italia, invece, si presenta in Austria e Svizzera senza ‘vecchi’ eccellenti come Totti, Nesta e l’infortunato Cannavaro.
Il buonismo che circonda l’Italia in questi giorni non fa cenno di questi particolari. È giusto invece ricordarli prima della gara con l’Olanda. Così come non si può omettere di ricordare un altro elemento. Finora abbiamo visto otto delle sedici protagoniste degli Europei e i pronostici sono stati rispettati: bene Germania e Portogallo, anche senza esaltare; interessanti, ma nulla più, Repubblica Ceca e Svizzera; deludenti Austria, Croazia, Polonia e Turchia. Tutto come da copione, dunque, ma se continuerà così verrà a galla un problema già evidente al momento del sorteggio di questa fase finale.
All’appello mancano cinque squadre attese dalla critica e dai tifosi: la Spagna, potenziale regina del gruppo D, e Olanda, Romania, Francia e Italia, ossia l’intero gruppo C. Il che significa che due delle potenziali sorprese e due delle pronosticate favorite rischiano di uscire già dopo tre gare. È il risultato della sorte, ma anche dell’operato di una Federazione che pensa solo alle beghe interne dei club, mentre è invisa al resto d’Europa e del mondo. Insomma, con l’Olanda gli azzurri devono vincere o molti nodi verranno al pettine.
09 / 06 / 2008
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