Olbia, distrutto dalle fiamme
il ristorante "La locanda"
L’incendio si è sviluppato nella notte ed è stato spento dai vigili del fuoco dopo quattro ore di lavoro. Gli inquirenti pensano a un cortocircuito ma non escludono l’ipotesi dolosa. Un altro rogo stanotte ha colpito un’azienda edile a Marrubiu
OLBIA – Potrebbe essere stato un cortocircuito a originare l’incendio che stanotte ha devastato il ristorante “La locanda”, sulla strada che collega Olbia con Porto Rotondo in località Rudalza. Le fiamme sono divampate intorno alla mezzanotte. Subito dopo sono intervenuti i Vigili del Fuoco che sono riusciti a spegnere il rogo dopo quattro ore di lavoro. L’incendio ha devastato il locale, costruito in legno e conosciuto qualche anno fa come “L’asino che ride”. Ridotte in cenere le cucine, il bar e tutti i mobili presenti all'interno. I danni ammonterebbero a migliaia di euro.
Per spegnere le fiamme, oltre ai Vigili del Fuoco di Olbia, sono dovute intervenire anche le squadre di Tempio e di Sassari. Sul posto sono arrivati inoltre i carabinieri e gli agenti del commissariato di Olbia. Gli stessi Vigili del Fuoco e la Polizia scientifica stanno compiendo i rilevamenti necessari per scoprire la causa dell’incendio. La presenza di un palo della luce completamente annerito fa ritenere probabile il cortocircuito. Ma per il momento gli inquirenti non escludono l’ipotesi dolosa.
Nella notte un altro incendio ha bruciato a Marrubiu una ruspa dell'impresa 'Berardi', specializzata nella vendita di materiali per l'edilizia. Le fiamme segnalate, anche in questo caso, verso la mezzanotte, hanno colpito anche la tettoia della rimessa. Si stimano danni per circa 70mila euro. L'intervento dei Vigili del fuoco di Oristano ha comunque permesso di mettere in salvo tre camion dell'impresa, parcheggiati vicino alla ruspa. Il rogo ha provocato momenti di paura. Il deposito si trova ,infatti, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, della sede della Croce Rossa e di altre palazzine abitate. Sull’episodio indagano i Carabinieri di Marrubiu. Tra le ipotesi anche quella del dolo.
12 / 03 / 2008
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