Continua la crisi del commercio nell’Isola
Si consuma meno e le aziende chiudono
Il rapporto presentato dalla Confesercenti Sardegna illustra un settore in piena flessione. Quasi mille aziende hanno cessato l’attività nello scorso anno, il triplo del 2006. E anche quest’anno la situazione non migliorerà
CAGLIARI – È un quadro a tinte fosche quello sul commercio in Sardegna illustrato dalla Confesercenti. Il rapporto curato dal centro studi e ricerche dell’associazione di categoria vede un settore in crisi e in continua flessione, con consumi sempre più in calo e con sempre più imprese costrette a chiudere. Nel 2007 hanno cessato la propria attività 926 aziende sarde. L’anno prima erano state 360, praticamente un terzo.
Questi dati negativi secondo la Confesercenti possono essere ricondotti alla situazione generale dell’economia isolana. "La debolezza del sistema economico regionale, le condizioni di arretratezza del sistema infrastrutturale e quella di insularità – ha spiegato Carlo Abis, segretario di Confesercenti Sardegna – limitano fortemente lo sviluppo del comparto commerciale isolano”. A preoccupare l'associazione di categoria sono anche le risorse regionali destinate al comparto. Secondo Abis, i 7 milioni di euro previsti dalla finanziaria (l’anno scorso ne vennero stanziati quattro) sono ancora troppo pochi.
Le difficoltà del settore colpiscono particolarmente le ditte individuali, il 74% delle imprese commerciali registrate in Sardegna. La mancata estensione della continuità territoriale per le merci e le difficoltà a lanciare definitivamente il turismo come punta dell’economia sarda fanno prevedere alla Confesercenti anche per l’anno in corso una situazione difficile all'insegna della stagnazione e con un ulteriore calo delle vendite al dettaglio.
12 / 03 / 2008
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