Caligaris: “Evitare la chiusura
del trasporto merci in Sardegna”
Il consigliere regionale socialista ricorda che alla cessazione del collegamento Golfo Aranci-Civitavecchia mancano soltanto 26 giorni. "Occorre un intervento del Governo per indurre le Fs a cambiare la decisione". Altrimenti "sarà un autentico disastro economico"
CAGLIARI - “Una forte mobilitazione per evitare un disastro economico”. Il consigliere regionale socialista Maria Grazia Caligaris lancia un appello per ricordare che mancano appena 26 giorni alla scadenza fissata dalle Ferrovie dello Stato per la chiusura definitiva del collegamento marittimo dei carri ferroviari tra Golfo Aranci e Civitavecchia. Una chiusura che bloccherebbe di conseguenza tutto il traffico merci in Sardegna.
"È necessaria una forte mobilitazione generale coinvolgendo le forze sociali e i sardi emigrati, per evitare con la cessazione del traffico merci di Trenitalia, un autentico disastro economico per la Sardegna con conseguenti danni sui cittadini”, dice Caligaris. Il consigliere spiega che “occorre far rispettare dal Governo gli impegni contenuti dall'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale altrimenti sarà sancita ancora una volta la debolezza del parlamento e del governo della Regione rispetto allo Stato".
"Solo un intervento del Governo - sottolinea Caligaris - può indurre le Ferrovie dello Stato a rivedere l'attuale decisione e consentire che si possa dar vita ad una soluzione alternativa mantenendo il funzionamento degli scali merci isolani e garantendo il collegamento con i porti di Olbia e Portotorres”. “Ciò – aggiunge – consentirebbe alle merci, da e per la Sardegna, di utilizzare la rete ferroviaria così come del resto è stato individuato dallo studio di fattibilità 'Potenziamento e razionalizzazione del trasporto ferroviari delle merci in Sardegna' redatto dal gruppo tecnico congiunto Regione-Ferrovie dello Stato".
La chiusura della tratta potrebbe provocare anche problemi di disoccupazione. “Questa soluzione – spiega l’esponente socialista - eviterebbe inoltre alcune migliaia di licenziamenti tra occupazione diretta ed indotta, la chiusura di diverse aziende, aumenti generalizzati sui costi dei prodotti e ulteriori gravissimi danni economici. Senza contare le conseguenze ambientali e di sicurezza insite nell'aumento del traffico dei mastodontici mezzi gommati lungo le strade dell'isola”.
“Non e', infine, pensabile che un'isola, come la Sardegna – afferma il consigliere regionale – dipenda esclusivamente dal solo trasporto merci su mezzi gommati e possa divenire ostaggio degli scioperi degli autotrasportatori che diventerebbero gli unici in grado di garantire l'approvvigionamento delle derrate alimentari senza contare che le strade sarebbero intasate anche dai "trasporti speciali" in quanto molti materiali non possono trovare facilmente posto nei cassoni dei camion. Il solo annuncio della cessazione del traffico merci su linea ferrata – conclude Maria Grazia Caligaris – ha fatto aumentare i costi di trasporto per alcune produzioni".
04 / 06 / 2008
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