Cabras, bruciata antica capanna
Il sindaco mette taglia su piromane
Va in fumo una delle cinque case caratteristiche rimaste, costruite con le erbe palustri della zona e un tempo usate dai pescatori. Questo patrimonio della provincia di Oristano è andato a fuoco stamattina a Porto Suedda, vicino ad Is Aruttas. Il primo cittadino mette una taglia per facilitare la cattura del colpevole del rogo
CABRAS. Una taglia di 1800 euro pende sulla testa del piromane che ha incendiato ieri mattina una capanna di falasco a Is Aruttas, di proprietà del Comune di Cabras. È stato il primo cittadino della cittadina dell’Oristanese a volere impiegare la sua indennità mensile da sindaco per contribuire alla cattura di chi ha appiccato l’incendio.
Con la capanna, infatti, se ne va in fumo un altro pezzo del patrimonio culturale della zona del Sinis. Infatti alle 6 del mattino di ieri è andata in fumo una delle ultime cinque antiche abitazioni dei pescatori rimaste. I vigili del fuoco e i carabinieri sono hanno impiegato due ore per spegnere il rogo. I rilievi hanno stabilito che è sicuramente doloso. Nel corso degli anni altre capanne sono state incendiate, una volta Luigi Garau, "Luisiccu" per gli amici, uno degli ultimi costruttori di queste dimore, rischiò di rimanerci: venne svegliato la notte dall'odore acre del fumo e si salvò per miracolo. Per garantire una maggiore sicurezza, da un anno e mezzo la custodia delle capanne è affidata all'associazione diportistica “Adina”.
Le capanne di falasco sono dei monovani rettangolari, costruiti con una intelaiatura di canne, sostenuta da una struttura di travi in legno di 17 centimetri di diametro, inchiodate e legate con giunco, conficcata sulla sabbia per 1,5 metri, e rivestite di falasco in strati sovrapposti, un'erba palustre che può raggiungere due metri di altezza. Le cannucce vanno raccolte nella stagione calda, quando sono secche. Le donne e i bambini aiutavano gli artigiani nell'opera di raccolta, tagliavano e ripulivano le canne che si mettevano al sole ad essiccare. Le capanne, pur nella loro povertà, sono eccezionalmente confortevoli: sono calde d'inverno e fresche d'estate. Con le piogge le cannucce si dilatano e non fanno passare l'aria, d'estate invece si restringono creando degli interstizi dove l'aria filtra procurando fresco.
Sempre di falasco sono le antiche barche che venivano usate dai pescatori dello stagno di Cabras, "Is Fassonis", per le quali ogni anno si celebra una caratteristica regata. Le ultime capanne rimaste si possono contare sulla punta delle dita: a parte un'altra vicina a quella bruciata, le altre si trovano a San Giovanni Sinis e a Funtana Mega. Quella bruciata stamattina era stata ricostruita cinque anni fa dal comune, con un finanziamento di circa 50mila euro messo a disposizione dal ministero dell'Ambiente.
Per il sindaco di Cabras Efisio Trincas “si tratta è un atto vandalico che va a colpire un pezzo di identità della nostra storia, della nostra comunità. Chi ha commesso questo gesto ha offeso la nostra cultura e la nostra identità”.
01 / 06 / 2008
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