Ambiente, in Sardegna la più alta
produzione pro capite di Co2
I dati regionali sono stati diffusi da Legambiente per la presentazione di "Stop the Fever", la nuova campagna per fermare i cambiamenti climatici. Nell’isola vengono emesse 11 tonnellate di anidride carbonica per abitante, 3 in più della media nazionale
CAGLIARI – La Sardegna è la regione italiana con la maggiore produzione pro capite di anidride carbonica. Nell’isola vengono emesse 11 tonnellate di Co2 per abitante che per essere compensate necessiterebbero di una superficie boschiva pari a 1,75 volte il territorio regionale. Il dato fa parte di un rapporto di Legambiente, diffuso in occasione della presentazione di "Stop the Fever", la nuova campagna dell’associazione ecologista per fermare i cambiamenti climatici, ridurre i consumi energetici, promuovere le fonti rinnovabili e abbattere le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
La più insostenibile è la Lombardia. Il rapporto sull’impronta ecologica delle regioni italiane presenta i nuovi dati sulle emissioni di Co2 e sui consumi energetici e verifica la capacità degli ecosistemi di assorbire l’inquinamento prodotto. Per questo Legambiente ha calcolato, regione per regione, la superficie di bosco necessaria a compensare le emissioni di anidride carbonica. Al primo posto della classifica delle regioni più insostenibili c'è la Lombardia: ci vorrebbe una superficie forestale pari a 5,75 volte il territorio regionale per compensare le emissioni di Co2, un'area di poco superiore alla superficie di tutte le regioni dell'Italia meridionale più le isole. Seguono la Liguria (4,64), il Veneto (4,27), il Lazio (3,98) e la Puglia (3,88). La più virtuosa è invece la Basilicata (0,54). Per assorbire tutta l’anidride carbonica prodotta a livello nazionale occorrerebbe una superficie forestale pari a quasi 3 volte l’Italia (2,7) completamente ricoperta da alberi.
All'Isola il primato di emissioni per abitante. La Sardegna è invece al primo posto per l’emissione di Co2 pro capite con 11 tonnellate ad abitante (la media nazionale è di 7,9). Per compensare le emissioni occorrerebbe una superficie forestale pari a 1,75 volte quella regionale. L’Isola divide il primato in compagnia della Val d’Aosta che però ha un rapporto più favorevole rispetto alla sua superficie boschiva (0,74). Seguono Friuli e Puglia. Si tratta sempre di regioni caratterizzate da elevati consumi energetici o da concentrazioni di impianti termoelettrici a carbone.
"Aumentare l'efficienza energetica del 20%". La campagna “Stop the fever”, salviamo la febbre del pianeta, comincerà il 26 marzo e vivrà il suo momento clou il 7 giugno con una giornata di celebrazione della vita a basse emissioni a Milano. "Sfruttando le conoscenze tecnologiche e ripensando il nostro stile di vita possiamo fare molto per operare una conversione di civiltà e fermare la febbre del Pianeta – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – . La rivoluzione che vogliamo sposa gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea: aumentare in dieci anni l'efficienza energetica del 20%, ridurre del 20% le emissioni di gas climalteranti e incrementare del 20% l'energia prodotta da fonti rinnovabili".
21 / 03 / 2008
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