L’olio sardo è sempre più buono
Cresce la quantità ma non basta

I dati sono stati diffusi oggi dall’Assolisa. Quello isolano si propone come un prodotto di altissima qualità. Rispetto allo scorso anno la produzione è in crescita ma per soddisfare il fabbisogno interno siamo costretti a importare
SASSARI – Quella 2007/2008 è un’annata molto positiva per l’olio della Sardegna. Nell’Isola la produzione è superiore alle previsioni e, soprattutto, il prodotto si conferma di qualità elevatissima. Come testimonia anche il recente successo al Premio Montiferru di Seneghe. I dati sono stati diffusi oggi dall’Assolisa, l’ associazione degli olivicoltori sardi, nel corso di una conferenza stampa a Sassari.
La produzione di quest’anno – come spiegato da Salvatore Piana, presidente di Assolisa – è stata caratterizzata dalla precocità della raccolta e dall’alta qualità dell’olio, armonico e fruttato. Il buon approvvigionamento idrico autunnale e le alte temperature estive hanno eliminato gran parte delle larve di mosca olearia. Così 360 mila quintali di olive hanno permesso di avere 63 mila quintali di olio, con una resa del 17,5% e un valore economico di 22 milioni di euro circa. Le stime Istat-Ismea prevedevano una produzione inferiore, di 62mila quintali complessivi.
La provincia che ha prodotto di più è stata quella di Sassari con 22 mila quintali di olio e una resa del 16,9%. Sassari ha anche la maggiore superficie coltivata a oliveto con 14.513 ettari, seguita da Cagliari (8.355). In tutta l’isola il dato e' di 45.234 ettari, 200 ettari in più rispetto allo scorso anno. Le piante sono in tutto 4 milioni e 200 mila, mentre gli olivicoltori sono 55 mila.
Anche il mercato è in crescita, come testimonia la nascita di 4 nuovi frantoi rispetto al 2006, sempre in provincia di Sassari. Il 90% dell'olio prodotto in Sardegna e' extravergine, il 6% vergine, il 2% "dop". Il restante 2 % e' lampante, cioè non commestibile. Nonostante la produzione in aumento, la Sardegna dovrà importare 145 mila quintali d'olio per il fabbisogno interno.
Infine, i prezzi. Rispetto allo scorso anno il costo per il consumatore è diminuito: da 6 euro a un massimo di 5,50. Il prezzo più basso – sottolinea l’Assolisa – deriva dalle politiche della grande distribuzione, che vendono oli extravergini non sardi e di minore qualità come "prodotti civetta" e dalla forte concorrenza, in Italia, di Puglia, Calabria e Sicilia e, all’estero, di Spagna, Marocco, Tunisia e Grecia.
06 / 03 / 2008
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